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Scrittori in erba 2^ parte - Alessandra Bonfà

Leggi anche la presentazione alla serie di articoli e il primo articolo: clicca qui!

 

2 PARTE:

ALESSANDRA BONFA' 3 D

 

STAI PER ESSERE INTERROGATO E TEMI DI NON ESSERE PREPARATO A SUFFICIENZA. ESPONI IN UN “FLUSSO DI COSCIENZA” I TUOI PENSIERI E LE TUE PAURE

Ecco, è finalmente arrivata la quinta ora del sabato. Dopo sessanta minuti di noia finalmente andrò a casa. Dalla mia prima fila al centro, giusto davanti alla sedia della professoressa vedo tutto quello che succede. Come al solito sento le covi dei miei compagni che chiacchierano. E poi subito un borbottio di voci che esclamano: “Sta arrivando la profe! Sta arrivando la profe!”.
Sta entrando la professoressa di scienze, con passo tranquillo, più lento del solito, come se volesse prepararci a qualcosa.
Varca la soglia della classe. Un mezzo sorrisetto stampato sulle labbra non mi dice niente di buono. Mi incute terrore! Cavolo!
Come al solito si toglie la giacca, l’appoggia dolcemente allo schienale della sedia e si siede. Mentre in cui si siede mette la borsa sopra la cattedra e apre il registro.
“Buongiorno ragazzi! Oggi interrogherò qualcuno”.
Appena scandisce la parola I-N-T-E-R-R-O-G-H-E-R-O’ il cuore comincia a battermi forte e un senso di paura mi prende. Fa che non mi interroghi! Fa che non mi interroghi! Fa che non mi interroghi!
La profe. gira i bigliettini. Oddio, perché ieri ho solo letto scienze? Perché sono stata così stupida da non studiare?! Se adesso rischio di prendere cinque, per essere andata dalla Marti a divertirmi!
“Marco Signorini” ooooh….che strano! E’ sempre lui! Phew! Marco va alla lavagna.
“Spiegami la meiosi e fammi il disegno”.
“Allora, la meiosi è….” La mia mente cerca di ricordare ciò che ho letto ieri.. Ah si! La meiosi è quel processo di divisione delle cellule! Questa è semplice! Oddio! Di sicuro dopo Marco interrogherà qualcun altro! La mia testa si volta verso la cartella e d’impulso la mia mano afferra il libro di scienze per metterlo sul banco.
Mentre l’interrogazione avanza sono sempre più agitata! Gli occhi scorrono velocemente tra le righe, leggo quelle pagine di cui dopo cinque secondi non ricordo più nulla! Cavolacci!! Controllo di nuovo ossessivamente l’orologio, sono le dodici e venticinque! Manca ancora mezz’ora!
“Parlami della prima legge di Mendel” chiede la profe. a Marco.
“Ehm…allora…mmm…la prima legge di Mendel…si…che..”
“Signorini! Porca l’oca! Cosa hai fatto ieri al posto di studiare!?” “Ma…profe…ho studiato” “Si..che cosa? Nespole!?”
Beh…povero Marco…spero che riesca a ricordare.
Daiiii, è facile! Pensa te se mi tocca uscire interrogata solo se alzo la mano! No No! Non corro questo rischio!
“Vai al posto…ti metto sette!”
Sento la tensione dei miei compagni.
Mentre la profe. scrive il voto sul registro, guardo i miei compagni. Qualcuno sussurra “Chi si fa interrogare?” Tutti guardano Pressi. Ma lui si rifiuta, facendo spallucce accompagnato da un semplice ‘no’ con il capo. Sento un leggero tremolio alle gambe. La paura aumenta sempre di più ogni secondo che passa. Non capisco più che succede. La profe. estrae un bigliettino. Spero che non sia il mio! Lo stomaco mi si ritorce per la tensione.
“Bonfa’!” esclama la professoressa. Ecco….lo sapevo…mannaggia! E in quel momento mi sento cadere.
Subito mi scrolla la mia vicine di banco. Così, lentamente, mi alzo dal posto e cammino verso la lavagna. “Allora…dove eravamo rimasti?!” “Ah si!! Spiegami la prima legge di Mendel!”
A questa domanda mi sento meglio. La so! “Mendel fece diversi esperimenti con le piante di piselli…” rispondo con scioltezza. Guardo l’ora. Rischio ancora di prendere cinque! Sono solo dieci all’una e c’è tutto il tempo per altre due domande! “Parlami un po’ della genetica”. A questa domanda mi sento in difficoltà! Ricordo poco o niente!
Comincio con il dire qualcosa sui geni….e tutto ciò di sensato che mi passa in questo momento per la mente. Le mani mi tremano. Cominciano a sudare. Afferro un gesso e comincio a giocherellarci.
“Bene…e adesso sai dirmi qualcosa che abbiamo studiato tempo fa…? ad esempio parlami di uno dei cinque sensi a tua scelta”
Subito mi sembra semplice ma…facendo mente locale mi accorgo che non avevo mai studiato quel capitolo! Uff! Il gesso mi cade per l’agitazione!
Bene…decido di dire ciò che mi ricordo: “La pelle è formata da…” la tensione non accenna a diminuire. Nemmeno adesso che la profe. mi sorride annuendo.
Controllo l’ora…peuw! Tra pochi minuti suona. Ecco la campanella! Santa Maura! Mi sento finalmente sollevata.
“Vai pure al posto…ti metto nove…avevi qualche incertezza.” Al suono di quel nove mi sento che tutto torna al posto giusto. E, tranquilla faccio la cartella. Per fortuna anche questa volta me la sono cavata! In fondo essere interrogati non è poi così terribile!
Alessandra Bonfà

 

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Ultimo aggiornamento (Lunedì 23 Marzo 2009 22:22)

 
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